Costituire una Ltd

Perchè costituire una Ltd per operare in Italia

Gli svantaggi di costituire una società a responsabilità limitata tradizionale in Italia

Lo svolgimento di un’attività di impresa, essendo per sua natura caratterizzato da un certo grado di rischio, pone all’imprenditore il problema di non rischiare con tutto il suo patrimonio personale e di pianificare al meglio la posizione fiscale della propria impresa.

In Italia il modo tipicamente utilizzato per ottenere questi risultati è la costituzione di una società a responsabilità limitata.

Il prezzo della responsabilità limitata è tuttavia ancora troppo alto nel nostro Paese. La s.r.l., infatti, oltre ad essere assai costosa, è soggetta a numerosi vincoli di tipo giuridico e burocratico, che ne possono scoraggiare l’utilizzo.

Neppure la recenti riforme del diritto societario sono riuscite nell’obiettivo di fare crescere il numero delle società di capitali e di favorire la trasformazione delle imprese individuali o delle società di persone in società a responsabilità limitata.

Ciò probabilmente, da un lato, perché la trasformazione di una società o di una ditta individuale già esistente in società a responsabilità limitata è troppo dispendiosa in termini di costi e di tempi, essendo necessario, in base alla legge italiana, ottenere la perizia giurata di un esperto che attesti il valore dell’azienda conferita, dall’altro lato, perché la costituzione e la gestione di una s.r.l comporta oneri eccessivi.

Infatti, le norme del codice civile che regolano le società a responsabilità limitata restano in molti casi assai rigide, non sempre al passo con i tempi e prevedono l’adempimento di rilevanti obblighi di carattere formale e sostanziale.

A titolo esemplificativo, si menzionano alcune caratteristiche che rendono poco conveniente la costituzione di una S.r.l. tradizionale.

Capitale sociale, conferimenti in natura, operazioni sul capitale e distribuzione di dividendi ai soci

Il codice civile italiano richiede per la costituzione di una S.r.l. tradizionale un capitale sociale minimo di Euro 10.000,00 (da versare interamente ne caso in cui la società abbia un unico socio) e contiene tutta una serie di previsioni volte ad assicurare la effettività del capitale sociale, come, ad esempio, quella che impone l’onerosa procedura della presentazione di una relazione giurata di stima per l’effettuazione di conferimenti in natura (per esempio, beni immobili) o le articolate procedure imposte dalla legge per le operazioni sul capitale sociale (aumento e riduzione volontaria o obbligatoria) e per la distribuzione dei dividendi ai soci.

L’inutilità del capitale sociale come strumento di tutela dei creditori è stata ormai ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica ed è confermata dal fatto che alcuni fra gli ordinamenti societari più moderni (il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Francia, il Giappone e l’Irlanda) non prevedono questo istituto per le società a responsabilità limitata, mentre gli ordinamenti che lo prevedono (per esempio, la Germania o la Spagna) ne stanno discutendo l’abolizione o quantomeno un ridimensionamento. Lo stesso diritto comunitario non prevede alcun obbligo di liberazione di una capitale sociale minimo per le società a responsabilità limitata.

Obbligo di determinazione analitica dell’oggetto sociale

Il codice civile italiano prevede l’obbligo di specificare analiticamente nello statuto della società l’oggetto sociale, con tutte le gravi conseguenze che ne possono derivare in termini di incertezza circa la legittimità dell’operato degli amministratori nonché di litigiosità tra i soci. Inoltre, le modifiche all’oggetto sociale richiedono l’intervento obbligatorio di un notaio.

Obbligo di intervento del notaio per i trasferimenti delle quote e per le modifiche statutarie

Sia la cessione di quote sia qualsiasi modifica dello statuto della società (incluso il trasferimento della sede legale in altro comune) richiedono l’intervento obbligatorio del notaio, rendendo tali operazioni molto onerose.

Divieto di anonimato dei soci e degli amministratori

Il codice civile italiano non consente l’anonimato dei soci e degli amministratori. Inoltre amministratore di una S.r.l. può essere soltanto una  persona fisica e non un’altra società.

Obbligo di nomina dei sindaci

Alcune regole appaiono finalizzate alla tutela di interessi corporativi più che ad effettive esigenze di tutela dei soci e dei creditori. Si fa riferimento, ad esempio, alla disposizione che impone, al verificarsi di certi presupposti, l’obbligo di nominare un sindaco o un collegio sindacale con funzioni di controllo di legittimità sull’operato della società.

Burocrazia e oneri previdenziali per gli amministratori

Dal punto di vista burocratico, la costituzione di una S.r.l. richiede costi significativi, procedure farraginose e tempi eccessivamente lunghi (tipicamente tra 15 e 30 giorni per l’iscrizione della società nel Registro delle Imprese). Inoltre, la costituzione di una S.r.l. impone di instaurare rapporti con un’amministrazione pubblica, quella italiana, che di certo non si distingue per la sua efficienza nonché l’obbligo per gli amministratori di iscrizione all’INPS e di pagamento di contributi previdenziali minimi anche se la società non ha realizzato alcun ricavo.

La soluzione: la “S.r.l. Limited”

E’ possibile superare le limitazioni e rigidità imposte dal diritto societario italiano, avvalendosi di società costituite in Paesi che possiedono una legislazione più favorevole alle imprese ed una burocrazia più efficiente.

Infatti, le regole comunitarie consentono alle società costituite nei Paesi membri dell’UE di operare liberamente in ogni altro Paese membro, restando assoggettate alla legge del Paese di origine (c.d. libertà di stabilimento). Questo principio, già stabilito dagli articoli 49 e 54 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, è stato più volte confermato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia nelle sentenze Centros, Uberseering, Inspire Art e Sevic.

Pertanto, ad esempio, una società costituita nel Regno Unito, a Cipro, in Irlanda o a Malta che intenda operare in Italia tramite una sede secondaria, resta assoggettata alle regole previste dalla legge societaria del paese di costituzione; e ciò finanche nel caso in cui la società operi esclusivamente in Italia senza svolgere alcuna attività nel paese di costituzione.

In altri termini, l’imprenditore italiano ha la facoltà di scegliere la forma giuridica con cui esercitare la propria attività considerando non soltanto quelle disponibili nel proprio ordinamento nazionale, ma anche quelle esistenti nei diversi Paesi membri dell’Unione Europea.

Le Ltd di diritto inglese, cipriota, irlandese e maltese costituiscono certamente i modelli societari più appetibili tra quelli offerti dai paesi dell’Unione Europea; ciò sia sotto il profilo reputazionale sia per i costi di costituzione e gestione, per la flessibilità delle regole organizzative e per gli oneri burocratici ridotti. In particolare, i costi per creare una Limited sono molto bassi, i tempi per costituire una ltd sono brevissimi, non è previsto l’intervento del notaio né in sede di costituzione né in nessun altro momento della vita della società, non è necessario nominare un collegio sindacale e più in generale la legislazione della Ltd è particolarmente flessibile e favorevole.

Costituire una ltd - i rischi di una ltd

In altri paesi, e specialmente in Germania, Francia e Olanda, a partire dal 2002 decine di migliaia di imprese si sono costituite nella forma della Limited, operando nei loro paesi tramite lo stabilimento di sedi secondarie e preferendo questa forma alle corrispondenti forme previste dalle legislazioni interne (per esempio, la GmbH di diritto tedesco). ItalianLimited è la prima società che ha importato nel nostro Paese il modello operativo della “S.r.l. Limited”.


Italian Limited è Membro della British Chamber of Commerce for Italy


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